“Lichtenberger® Methode”, voce e Logopedia: proposta di integrazione del Metodo di Fisiologia Vocale Applicata nella pratica logopedica – Ottobre 24

– Data:

12-13 ottobre 2024

– Luogo del corso:

Bologna

– Docente:

Dott.ssa Elisa Tosi

– Crediti ECM:

In accreditamento

 

– Prezzo:

€ 350

Destinatario del corso: logopedista

Ogni giorno la figura professionale del Logopedista si trova a veicolare la propria attività di aiuto e di terapia della voce. La voce rappresenta non solo uno strumento, ma anche l’oggetto del trattamento di molti pazienti con problematiche vocali di diversa natura, in cui fattori biologici, fisiologici, ambientali, funzionali e personali interagiscono, determinando quadri di difficoltà.

In particolare, esistono specifiche categorie professionali a rischio (compresa la nostra) di problematiche vocali dovute ad un uso costante della voce, che viene sollecitata per tante ore al giorno, tutti i giorni. Un aspetto determinante da considerare è l’atteggiamento vocale del parlante nei vari contesti di vita e di interazione. L’atteggiamento vocale è determinato da credenze non sempre corrette, idee e tratti differenti della personalità. Nel trattamento della voce, tutti questi aspetti vanno presi in considerazione dal terapista per effettuare un intervento profondo ed efficace. Inoltre, è auspicabile che anche il logopedista, proprio per la sua professione, svolga uno studio e una ricerca personale sulla propria voce e sul comportamento comunicativo annesso.
 
“Lichtenberger® Methode” (Metodo di Fisiologia Vocale Applicata) è un metodo nato in Germania presso Lichtenberger Institut für Angewandte Stimmphysiologie fondato nel 1982
dalla Dott.ssa Gisela Rohmert e dal professore di ergonomia Dr Walter Rohmert, i quali si sono occupati per anni di ricerca sulla funzione della voce umana (parlata e cantata),
collaborando con diverse strutture universitarie del territorio.
 
Il metodo si basa sulla ricerca e sullo studio della funzione e della fisiologia vocale da parte della persona attraverso la “pedagogia della domanda”, proposta dall’insegnante con input di tipo percettivo e propriocettivo, senza pregiudizi ed esercizi pre-stabiliti, ma favorendo una conoscenza e una consapevolezza di ciò che si fa con la propria voce e assumendo un ruolo attivo in questo percorso di ricerca. L’obiettivo del metodo è, prima di tutto, quello di raggiungere e preservare una condizione di salute vocale chi fa un uso professionale della voce, oltre a quello di favorire l’acquisizione di un ruolo attivo da parte della persona che sta imparando e un apprendimento più stabile di un atteggiamento vocale/comunicativo funzionale, nuovo e orientato al benessere della propria voce e al rispetto della fisiologia e dell’identità vocale personale.